una lista immancabile nelle nostre giornate è quella dei doveri. Se solo provi ad ascoltarti quando parli con qualcuno è quanti doveri hai. “devo fare una telefonata”, “devo andare al lavoro”, “devo preparare la cena o il pranzo”, “devo andare a prendere mio figlio a scuola”, “devo dimagrire” devo devo devo…all’infinito. Guidato da un falso senso del dovere, programmi e vivi le giornate con l’ansia di dover portare a termine un ordine del giorno rigido e immutabile.
Ti ingabbi emotivamente in un a serie di comandi, perchè il dovere è un comando, a cui non puoi rifiutarti di obbedire, creando dei limiti a cui devi rendere conto. Il senso del dovere e non tu gestisce la tua vita.
Come puoi uscirne fuori e riappropriarti del tuo potere decisionale? Sostituendo il dovere con il volere. Volere qualcosa implica una scelta, parte da te e ti dà la possibilità di scegliere quale è la cosa migliore da fare. Se torni a rileggere la lista dei doveri che ho scritto sopra e sostituisci i verbi vedrai che assumeranno un valore diverso e la sensazione che provi è di poter fare una scelta su cosa è veramente importante durante la giornata. Potere scegliere, ti aiuta a formarti uno schema mentale in grado saper gestire la giornata secondo i tuoi ritmi e con flessibilità, sviluppi la capacità di prendere delle decisioni e se non riesci a portare a termine un compito non ti colpevolizzi perchè non sei stato in grado di fare qualcosa, ma sai che è stata una tua scelta.
Gestire la vita inizia con un atto di volontà. Essere disposti a rivedere le priorità secondo volontà e non per dovere è il primo passo per liberarsi da limiti e ansie, abbassa i livelli di stress dovuti ad una falsa sensazione di non poter controllare gli eventi che non permettono di vivere sereni e felici.
Image: ‘Point!‘
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Ciao Roberto, ottimo focus!
Quando mi sono resa conto del potere di questo modo di pensare il mio atteggiamento è cambiato in modo molto vantaggioso. Da allora l’ho assimilato abbastanza profondamente: ero appena adolescente, potrei dire che “ci sono cresciuta dentro”.
A volte è difficile da comprendere per chi ci sta intorno. Ho avuto occasione di battagliare molto accesamente per difendere questo pensiero! Tuttavia credo che l’importante sia farlo proprio e poi tutt’al più riflettere sulle differenze rispetto alla “logica (ed etica) del dovere”. Per alcuni credo che sia veramente più utile pensare in quei termini, al punto da far loro rifiutare un pensiero di libertà e di potere. E’ bene confrontare le reciproche opinioni, ma credo di aver fatto una mossa falsa in alcuni casi in cui ho tentato di convincere l’interlocutore ad adottare la stessa prospettiva.
Che sarà mai questo “oggetto oscuro” chiamato “dovere”? Io continuo la mia indagine… magari ti terrò aggiornato;-) Intanto mi appunto questo tuo post, perché mi pare che aiuti a chiarire il punto chiave della questione.
Ciao, buon proseguimento!
Ciao Paola. Hai centrato il cuore del post, il dovere ti libera dal pensare. E’ logico che alcuni rifiutino la volontà che implica delle scelte e delle responsabilità. Il dovere permette di giustificarsi e adagiarsi con la scusa di dirsi “dovevo farlo”. Le due parole che hai citato mal si legano con il dovere, prova a dire devo essere libero o devo poterare
ma si accompagnano con il volere, che genera desideri e sogni.
Ciao