C’è un abitudine forte che forse più delle altre usiamo come giustificazione alle nostre azioni o non azioni. La lagna, o per meglio dire l’arte di lamentarsi. Non c’è occasione o motivo che non susciti in noi l’attitudine a lanciarsi in una serie di lamentazioni cantilenanti su tutto quello che ci infastidisce. Dal tempo alle tasse, dal vicino rumoroso, ai colleghi di lavoro, fino alla più sottile scusa che non abbiamo avuto l’occasione giusta per dimostrare quello che valiamo, siamo capaci lagnarci ad ogni piè sospinto.
Lamentarsi è come una valvola di scarico che ci consente al momento di abbassare la pressione di quel mondo esterno che percepiamo come una minaccia al nostro status. Ma nasconde un insidia molto pericolosa, blocca la capacità di prenderci la responsabilità delle azioni, impedendoci di fatto di agire e provare a modificare lo stato delle cose.
Cosa fare per invertire la tendenza a lamentarsi.
- Cambiamo le nostre emozioni. Lamentarsi produce risentimento e rabbia e ci rende incapaci al cambiamento. Individuiamo le emozione negative e trasformamiamole in energia attiva.
- Le difficoltà sono opportunità. Risolvere problemi che ci creano difficoltà accresce l’autostima e ci permette una migliore comprensione della realtà che ci circonda.
- Essere obiettivi. Lamentarsi distorce la percezione della realtà. la tendenza a essere vittima di qualche ingiustizia porta a sottovalutare il valore di quello che possediamo.
Prendersi il tempo per cambiare e costruire un mondo a nostra misura senza lamentarsi e dare il meglio in ogni occasione è l’atteggiamento vincente per superare le prove che troveremo sul cammino dello sviluppo personale.
Image: ‘Stop complaining‘
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Caro Roberto,
sei sempre un grande nei tuoi post.
Individui costantemente abitudini comportamentali, a volte buone, a volte meno buone, come in questo caso.
Devo dire che ciò di cui parli colpisce negativamente anche me, nel senso che il fastidio che mi provoca il sentir le costanti lamentele del”mondo” mi infastidisce.
Non posso però far a meno di pensare che purtroppo spesso capita anche a me di lagnarmi di cose che non meriterebbero una così grande mia attenzione.
Grazie comunque per le sempre profonde riflessioni che susciti in me e, credo, in molte altre persone
Un caro saluto
Roberto
la riflessione sulle lamentele nasce da una abitudine che noto anche in me. La tendenza a partire in automatico con lamentele infinite, che provocano solo risentimento e nulla di positivo, non mi piace e ho sentito il desiderio di fare chiarezza e questo è già una piccola assunzione di responsabilità. Grazie per il tuo commento, ha sempre un valore inestimabile.
ciao Roberto,
Ho scritto da poco un post sull’arte del lamento di cui il sentirsi vittima costituisce l’essenza.
http://entradentro.wordpress.com/2010/02/12/io-e-la-sindrome-della-vittima/
ti faccio i complimenti per il blog, pulito, lineare e così focalizzato su un aspetto fondamentale del miglioramento.
grazie per l’ospitalità.
Ciao Francesco, ho letto il tuo post e completa in pieno quello che ho scritto. L’idea di scriversi quante volte al giorno ci lamentiamo addosso è geniale e come si dice verba volant scripta manent…Grazie per essere passato di qua e complimenti mi piace molto anche il tuo blog
.
Roberto